naturale
-
Cosa vuol dire vino vegano?
In Italia i vegetariani ed i vegani rappresentano ben l’8% della popolazione e negli ultimi due anni il numero di persone che ha scelto di eliminare dalla propria dieta alimenti di origine animale è cresciuto velocemente1. Le motivazioni sono etiche, ecologiche o salutistiche.
Ma un vegano dovrebbe fare attenzione anche quando compra una bottiglia di vino?
La risposta è sì.
La legge prevede infatti che prodotti come gelatina di suino, caseina, colla di pesce e albumina possano essere utilizzati come coadiuvanti enologici2.
La gallina non ne è entusiasta ma l’utilizzo d’albume d’uovo è una tradizione antica a Bordeaux.
Le proteine di origine animale sono impiegate durante i processi di chiarifica e stabilizzazione del vino. Le proteine reagiscono e precipitano con i tannini, la sostanza colorante e, se usate con la bentonite, con altre proteine. L’obiettivo è migliorare le c
-
Solfiti nel vino: chiariamo alcuni punti
Quanti solfiti troviamo nel vino?
La quantità di solfiti contenuta nel vino è nettamente minore di quella che troviamo in molti altri alimenti.
Se per bianco e rosso il limite è, rispettivamente di 200 mg/l e 150 mg/l in solforosa totale, la frutta secca può arrivare fino a 2000 mg/kg (nel caso di prugne, fichi, uvetta, albicocche e pesche). La quantità limite è molto alta anche per senape forte di Digione (500 mg/kg), preparati per purè (400 mg/kg) e stoccafisso/baccalà (200 mg/kg).
Nei vini certificati biologici la solforosa totale non può superare i 150 mg/l per i vini bianchi e 100 mg/l per i rossi. I vini biodinamici e naturali rispettano i limiti del biologico, tuttavia per filosofia produttiva tendono a farne ancora meno uso. A volte le associazioni dei produttori naturali indicano limiti molto bassi. Per Vinnatur, ad esempio, non si possono superare 50 (vino bianco) e 30 (vino rosso) mg/l di solforosa totale. Tenendo conto che, durante la ferme -
L'agricoltura artigianale non è solo nostalgia
Il primo Regolamento Ce in materia di sicurezza alimentare (n. 178/2002) ed i successivi hanno permesso di prevenire o bloccare efficacemente la circolazione di prodotti alimentari nocivi o pericolosi all’interno dell’Unione Europea. Oggi un rigido sistema di controlli ci tutela dal verificarsi di episodi come lo scandalo del metanolo nel vino, che nel 1986 causò 23 vittime e danni (alla vista o neurologici) a decine di persone.
Tuttavia, l’intervento comunitario, essendo commisurato alle quantità prodotte, favorisce soprattutto l’agricoltura intensiva, a carattere industriale1. Allo stesso tempo molte imprese agricole a conduzione famigliare, di tipo artigianale, hanno difficoltà a reperire il capitale necessario per migliorare il proprio processo produttivo ed a trovare spazio nel mercato corrente.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente attenzione verso il vino artigianale, i cui produttori rivendicano un forte l